Il Manifesto di Senigallia
Nei secoli sono stati utilizzati diversi tipi di moneta: metallica, cartacea, poi elettronica ed infine digitale. Ci hanno sempre fatto credere che la moneta metallica avesse un pregio intrinseco coincidente con il valore dell’oro, o dell’argento, in essa contenuto. Anche quando è stata introdotta la moneta cartacea, è stata mantenuta la credenza del suo legame con l’oro assicurandone (ma non sempre mantenendone) la convertibilità fino al 15 agosto 1971. Da questa data, sebbene la moneta sia diventa “fiat” (creata dal nulla) non è questo l’aspetto più importante. Per comprendere chi ha il potere di creare moneta dal nulla, dobbiamo affrontare la questione da un’altra angolazione. La moneta, infatti, può essere a corso legale ovvero liberatoria per il debitore; oppure fiduciaria, nel senso che il creditore la deve accettare volontariamente allo scopo di sciogliere il debitore dalla sua obbligazione. Oggi, solo una cosiddetta autorità “sovrana” può emettere la moneta a corso legale attraverso un organo dello Stato (autocratico, oligarchico o democratico). Nel complesso, dunque, conosciamo quattro tipologie di emissione di moneta (a prescindere dal supporto metallico, cartaceo, elettronico o digitale):
- creata dallo Stato direttamente;
- creata da un organo controllato e autonomo dallo Stato (banche centrali);
- creata dalle banche ordinarie al momento dell’accensione di un prestito (moneta fiduciaria) che diventa de facto a corso legale per il prevalere dell’utilizzo della moneta elettronica.
- creata dai privati, quindi non a corso legale ma fiduciario, comportante un debito dell’emettitore a rispettare le condizioni pattuite col creditore (cambiali, pagherò, etc).
Le prime due possono essere a debito (contabilizzate nella partita doppia al passivo con all’attivo una pari riserva non solo in oro) oppure non a debito, quindi contabilizzate come un’entrata. Perché la creazione della moneta passa dallo Stato alla Banca Centrale? Questa evoluzione avviene quando il potere politico emette moneta a corso legale di un valore superiore alla capacità produttiva del sistema economico generando svalutazione della moneta immessa: è stato tale presunto pericolo (inflazione) a portare alla nascita delle Banche Centrali. Le Banche Centrali, proprio perché nate sul terreno prudenziale di freno all’attività del cosiddetto Sovrano, tendono ad utilizzare la partita doppia ed a contabilizzare al passivo le proprie emissioni: questa è la moneta a debito (anche le Banche Centrali, in teoria, potrebbero emetterla non a debito). La moneta bancaria – a debito per il prenditore e a credito per la banca stessa – nel suo essere elettronica tende a sostituire sempre più il contante (che è il costo principale per il sistema creditizio). In particolare dopo la crisi di liquidità del 2008, e peggiorando in seguito, l’emissione di moneta a corso legale da parte delle Banche Centrali ha superato di decine di volte il PIL mondiale quindi, tutto il sistema, si regge sulla fondamentale necessità che tale immensa creazione di mezzi monetari non pervenga all’economia reale. Se le Banche Centrali facessero pervenire questa immensa massa monetaria all’economia reale si realizzerebbe quella preoccupazione che indusse ad inventare, secoli fa, le Banche Centrali per evitare la piena svalutazione monetaria. Inoltre, il principale canale di crescita della liquidità per l’economia reale, ovvero il finanziamento della spesa pubblica, genera impulsi negativi sull’economia stessa. Negli Stati Uniti, ad esempio, ogni dollaro speso nel comparto armamenti produce un effetto sul PIL di soli 58 centesimi, ovvero la spesa pubblica (militare) sta riducendo il PIL ma, la moneta immessa, aumenta a prescindere dal meccanismo (aumento del deficit, aumento della pressione fiscale, riduzione dei servizi pubblici). Questo spiega la soluzione adombrata dalle Banche Centrali, ovvero cripto valute pubbliche gestite con moneta digitale (che si differenziano dalla elettronica perché gestite da applicazioni sui cellulari basate sulle tecniche a block chain). La moneta completamente sotto il controllo dello Stato e dei cittadini, contabilizzata non a debito, ma come entrata (sopravvenienza attiva) ovvero nello stato patrimoniale come attivo di cassa, costituisce l’unica speranza per salvare le democrazie e garantire il loro sostenibile sviluppo economico.
Cambiamo l’Italia
“Il governo può creare, emettere e far circolare la valuta ed il credito necessario per soddisfare le necessità di spesa del Governo ed il potere d’acquisto dei cittadini consumatori” (A. Lincoln).
Il Governo per conto del Popolo sovrano, attraverso il Tesoro, deve creare la giusta quantità di valore monetario come simbolo econometrico fuori dal concetto di moneta merce poiché: “La moneta è il misuratore del valore delle cose” (Aristotele).
Il valore monetario convenzionale duplica il valore di una Nazione: da una parte i beni reali e storico-culturali di un Popolo e dall’altra il valore monetario convenzionale che li rispecchia e li copre poiché: “La moneta è anche valore della misura” (G. Auriti).
Il Popolo esercita la sovranità monetaria, sacrosanto e imprescindibile diritto di ogni Nazione, attraverso i poteri costituzionali (Legislativo, Esecutivo, Giudiziario) ed afferma, pertanto, il primato della politica e del potere popolare sulla moneta e sulla finanza. I simboli monetari devono essere iscritti non a debito, in nome e per conto del Popolo sovrano e devono essere dichiarati di proprietà del Popolo all’atto della creazione e, a seguire, del portatore nella fase di circolazione. La moneta è un misuratore econometrico che deve svolgere la funzione economica di scambio commerciale per i fabbisogni del Popolo e, al contempo, di strumento giuridico di garanzia dell’acquisizione di un diritto reale di usufrutto, di godimento e di proprietà dei beni e servizi. La creazione della massa monetaria senza riserva, deve essere inserita in un conto patrimoniale come contante-cassa direttamente spendibile. Lo strumento monetario sul quale viaggia il valore convenzionale, cioè “la magia dei numeri” della quale parlava Pitagora, può essere creato nei seguenti formati: metallico, cartaceo, elettronico e digitale. La quantità di massa monetaria da creare per finanziare i fabbisogni per il bene comune e l’utilità sociale, deve essere calibrata in base ai seguenti parametri: demografia (servizi alla persona), patrimonio nazionale (culturale, architettonico, artistico, infrastrutturale e ambientale) e la capacità produttiva del Popolo italiano
Pertanto
- Lo Stato Italiano deve emettere moneta non a debito
- La Banca Centrale deve essere nazionalizzata, di proprietà del Popolo italiano, con azionariato diffuso ed incedibile.
- Deve essere istituito il Fondo Sovrano Italiano e la conseguente ricostituzione della IRI
- La tassazione deve avere la sola funzione di garantire l’equilibrio tra la massa monetaria e l’economia reale.
- Occorre un asset strategico nazionale per i pagamenti interni in alternativa al circuito SWIFT per la circolazione della moneta elettronica e digitale.
- La digitalizzazione della moneta deve essere facoltativa.
- Il consenso al trattamento dei propri dati sensibili deve essere libero e non ricattatorio.
- Deve essere ripristinato un sistema di Banche Pubbliche nazionali e territoriali in modo da poter finanziare le attività dei cittadini ed i fabbisogni dello Stato.
- Deve essere ripristinata la separazione tra le banche commerciali (risparmio) dalle banche d’investimento (speculative), tracciando la destinazione degli investimenti.
- Devono essere ripristinati tutti gli asset strategici nazionali (ad esempio: Telecomunicazioni, Autostrade, Compagnia aerea, Infrastrutture energetiche, Ferrovie, Demanio, Banche dati, …)
- Potenziamento della scuola nazionale di diplomazia ed amministrazione pubblica.
Senigallia, 7/9/2025 ore 11.00
Firmatari
- Nino Galloni
- Nicoletta Forcheri
- Cosimo Massaro
- Lamberto Rimondini
- Francesco Carraro
- Antonio Pimpini
- Salvatore Tamburro
- Davide G. Porro
- Bianca Laura Granato
- Fabio Armiliato
- Lorenzo Maria Pacini
- Davide Ramunno
- Marco Saba
- Giovanni Zibordi
- Tiziano Tanari